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Il tesoro
Giorni e giorni,
insieme gli anni;
son volati
quegli istanti
in cui
si poteva sognare.
La realtà
dipingeva di argento
la notte più scura,
con la complicità
del lampione
di una sorridente luna,
pensavamo
di essere degli Dei.
Seduti sopra l'oro
del grano mietuto,
nelle tasche
gli spiccioli danzavano.
Si pensava in grande,
in fretta e furia
si preparava
un tappeto volante,
steso all'ombra
di un ulivo ricurvo,
che sopra sguardi
di olive
giovani e brillanti,
tracciava in cielo
la strada
per il Paradiso.
Si giocava
a fare i commercianti
tra chi scambiava
rosse fragole
di zucchero
e dolci nuvole
che
si potevano mangiare.
E c'era
chi aveva pinoli
con cui pagare;
e quella ricchezza
sporcava le mani
ed il muso
di chi la voleva
assaggiare.
Tra parole ed urla,
risate e pianti,
si giocava
a fare i pirati.
Le scarpe
divenivano grandi,
i passi pesanti;
si remava
per
diventare grandi.
Il bottino della libertà
naufragava
insieme al tesoro
della fanciullezza,
colata a picco
nella fretta
di diventare commercianti.
Pirati grandi.